Norme EN 15512 e UNI EN 15620 per scaffalature: cosa cambia per il tuo magazzino | GL Sistem

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Norme EN 15512 e UNI EN 15620: cosa cambia per il magazzino

Due norme europee disciplinano ogni aspetto progettuale e operativo delle scaffalature portapallet industriali: la EN 15512 per i calcoli strutturali, la UNI EN 15620 per tolleranze, deformazioni e interspazi. Non sono documenti per ingegneri strutturisti: definiscono obblighi concreti che riguardano chi installa, chi usa e chi è responsabile dell'immobile.

Aggiornato: giugno 2026 Lettura: ~10 minuti EN 15512:2020+A1:2022 UNI EN 15620:2021 D.Lgs. 81/08
Scaffalatura portapallet industriale con indicazione delle tolleranze normative EN 15512 e UNI EN 15620

Cosa prescrive la EN 15512:2020+A1:2022

La EN 15512:2020+A1:2022 è la norma europea di riferimento per la progettazione strutturale delle scaffalature portapallet in acciaio. Non è una raccomandazione: è il documento tecnico su cui si basano i calcoli di portata, i coefficienti di sicurezza e la validità delle tabelle fornite da ogni produttore — inclusa la serie SUPER 4-5-6 di METALSISTEM. Ignorarla non è un'opzione legale per chi progetta, installa o certifica un impianto in Italia o in Europa.

I coefficienti di sicurezza parziali

Il cuore del calcolo strutturale secondo EN 15512 sono i coefficienti di sicurezza parziali sui materiali. Per le scaffalature portapallet la norma prescrive:

Coefficiente Valore Applicazione
γM,0 1,1 Resistenza delle sezioni trasversali
γM,1 1,1 Resistenza degli elementi per instabilità
γM,2 1,25 Resistenza delle connessioni (bulloni, saldature, giunti)

Fonte: Sezione 1.2b — Manuale Tecnico METALSISTEM SUPER 4-5-6, Rev. 30 (maggio 2026)

Cosa non copre la norma

La EN 15512 dimensiona la struttura per le azioni orizzontali derivanti dalle imperfezioni geometriche (fuori piombo) e dalla movimentazione della merce. Non copre le azioni dovute a vento, vibrazioni, impatti da carrelli, sisma o incendio. Queste condizioni richiedono verifiche aggiuntive e, in molti casi, il coinvolgimento dell'Ufficio Tecnico del produttore.

Zona sismica: in Italia, che è integralmente classificata come zona a rischio sismico variabile, la norma EN 15512 da sola non è sufficiente per gli impianti soggetti a normativa sismica locale. È necessario condurre una valutazione specifica — ad esempio con il software METALSISMA — e, se richiesto, depositare una relazione di calcolo. Il fissaggio a muro delle spalle è esplicitamente vietato in zona sismica dichiarata.

L'analisi strutturale: metodi di calcolo accettati

I calcoli di portata della serie SUPER 4-5-6 sono basati su analisi agli elementi finiti condotte con i codici ANSYS, STRAUS7 e IT.RACKS!, secondo le indicazioni della norma. Le prove sperimentali a supporto sono state svolte presso i laboratori del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell'Università degli Studi di Trento e presso il laboratorio interno METALSISTEM — con circa 1.000 prove a trazione all'anno di controllo qualità sulla materia prima.

Tolleranze geometriche secondo UNI EN 15620:2021

Se la EN 15512 governa i calcoli, la UNI EN 15620:2021 governa la geometria: tolleranze di montaggio, deformazioni ammissibili in esercizio e interspazi minimi tra unità di carico. È il documento che un ispettore o un responsabile della sicurezza consulta durante una verifica periodica.

Principio fondamentale: la norma UNI EN 15620 non fa riferimento alle dimensioni del pallet, ma all'ingombro massimo dell'unità di carico — quindi inclusivo dell'eventuale sbordo del carico oltre il bancale. Tutta la geometria si calcola a partire da questo ingombro massimo, non dalla dimensione nominale del pallet.

Planarità del pavimento

Prima dell'installazione, la planarità del pavimento deve essere verificata tenendo conto delle dimensioni, dell'impiego e della portata dell'impianto. Dove non espressamente indicato da specifiche di progetto, la norma UNI EN 15620:2021 definisce le tolleranze di planarità accettabili. La verifica è un obbligo contrattuale che ricade sul committente finale — chi gestisce l'immobile è tenuto a fornire i dati necessari.

Deformazioni ammissibili in esercizio

La norma distingue tra deformazioni statiche (sotto carico) e fuori piombo di montaggio. Per i correnti, il limite di freccia è fissato dalla EN 15512 a L/200 della luce netta del corrente. Per un corrente da 2.720 mm, la freccia massima in esercizio è quindi 13,6 mm — un valore che, se superato, indica un sovraccarico o un corrente sottodimensionato per quella campata.

Fuori piombo ammissibili: H/350 vs H/500 nei magazzini VNA

Il fuori piombo di una scaffalatura è lo scostamento dalla verticale dei montanti, misurato sia in direzione della profondità (asse Z) sia in direzione della lunghezza del filare (asse X). La UNI EN 15620:2021 fissa limiti diversi a seconda del tipo di corridoio.

Corridoio largo
Fuori piombo ammissibile: H / 350 Carrelli con raggio di manovra standard. Es: montante H=6.000 mm → max 17,1 mm.
Corridoio stretto
Fuori piombo ammissibile: H / 350 Stesso limite del corridoio largo. Es: montante H=8.000 mm → max 22,9 mm.
Corridoio molto stretto (VNA)
Fuori piombo ammissibile: H / 500 Carrelli a guida vincolata. Es: montante H=10.000 mm → max 20 mm. Tolleranza ridotta del 30%.
Implicazione operativa per il VNA: nei magazzini a corridoio molto stretto (Very Narrow Aisle), la tolleranza più restrittiva H/500 non è un capriccio normativo — è una necessità tecnica. I carrelli trilaterali e retrattili che operano in VNA si muovono a pochi millimetri dai montanti. Un fuori piombo di 25 mm su un montante da 10 m, perfettamente accettabile in corridoio largo, causerebbe interferenze meccaniche gravi in un corridoio VNA. Questo si traduce in requisiti più severi durante il montaggio: serve strumentazione di livello laser, non una bolla semplice.
Esempio numerico — verifica fuori piombo

Magazzino a corridoio largo. Montanti SUPER 5 da H = 7.498 mm.

Fuori piombo ammissibile = H / 350 = 7.498 / 350 = 21,4 mm

Stessa struttura in VNA: fuori piombo ammissibile = 7.498 / 500 = 15,0 mm

La differenza è 6,4 mm — un valore che, durante il montaggio, richiede un secondo passaggio di verifica e regolazione.

Interspazi minimi per Euro pallet: la formula Z₁ = 2 × Z₂

Gli interspazi tra unità di carico in direzione della profondità della spalla non sono a discrezione del progettista: la UNI EN 15620:2021 li definisce con una formula precisa. Sbagliarli significa due cose: pallet che si urtano durante la movimentazione, oppure spazio sprecato e campate più larghe del necessario.

La formula di base per filari bifronti

Per filari bifronti collegati con distanziali, la distanza minima tra i fronti delle unità di carico in direzione spalla deve rispettare:

Z₁ = 2 × Z₂ Dove: Z₁ = distanza tra gli ingombri massimi dei due pallet (mai < 100 mm) Z₂ = sbordo del bancale centrato rispetto al corrente
Esempio 1 — Spalla 1.100 mm con Euro pallet senza sbordo

Profondità spalla nominale: 1.100 mm → profondità reale: 1.085 mm

Euro pallet standard: 1.000 mm di lunghezza

Z₂ = (1.085 − 1.000) / 2 = 42,5 mm (arrotondato a 50 mm per sicurezza)

Z₁ = 2 × 50 = 100 mm → distanza netta minima tra le spalle: 200 mm

Esempio 2 — Spalla 1.000 mm con Euro pallet senza sbordo

Profondità spalla nominale: 1.000 mm → profondità reale: 986 mm

Euro pallet standard: 1.000 mm di lunghezza

Z₂ = (986 − 1.000) / 2 → il pallet sporge: Z₂ = 100 mm (sbordo effettivo)

Z₁ = 2 × 100 = 200 mm → distanza netta minima tra le spalle: 400 mm

⚠ La spalla da 1.000 mm con Euro pallet richiede il doppio dello spazio interpallet rispetto alla spalla da 1.100 mm.

La variabile Z₃: quando è presente il ferma pallet

In presenza di un ferma pallet, la formula si estende con una terza costante:

Z₃Z₂ (comunque mai meno di 50 mm) Esempio con spalla 1.100 mm e Z₃ = Z₂ = 50 mm: Z₁ = 50 + 70 + 50 = 170 mm → Distanza netta minima tra le spalle: 270 mm

Filari bifronti non collegati con distanziali

Quando le spalle bifronti non sono collegate da distanziali, il calcolo di Z₁ deve includere una tolleranza aggiuntiva per compensare il movimento naturale della spalla:

Z₁ = 2 × Z₂ + H / 100 Dove H è l'altezza dell'ultimo livello di carico in mm.
Tolleranza di posizionamento in direzione campata: oltre agli interspazi in direzione spalla, la norma fissa tolleranze minime anche in direzione campata (asse X) — ovvero lo spazio orizzontale tra il fronte del pallet e il montante. Per impianti a corridoio largo fino a 9.000 mm di altezza, la tolleranza minima è 75 mm su entrambi gli assi. Oltre 9.000 mm sale a 100 mm in direzione X. Questi valori si applicano all'ingombro massimo dell'unità di carico, non alla dimensione nominale del pallet.
Altezza da terra Corridoio largo/stretto — X Corridoio largo/stretto — Y VNA uomo a bordo — X VNA uomo a bordo — Y
fino a 3.000 mm 75 mm 75 mm 75 mm 75 mm
fino a 6.000 mm 75 mm 100 mm 75 mm 75 mm
fino a 9.000 mm 75 mm 125 mm 75 mm 75 mm
fino a 12.000 mm 100 mm 150 mm 75 mm 75 mm

Fonte: Tab. 1.1 — Manuale Tecnico METALSISTEM SUPER 4-5-6, Rev. 30 (maggio 2026) — ricavata da UNI EN 15620:2021

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Responsabilità del progettista e del committente

Uno degli aspetti più trascurati — e più rischiosi — della normativa sulle scaffalature riguarda la ripartizione delle responsabilità. Non è tutto a carico del fornitore o del progettista: la norma e il D.Lgs. 81/08 distribuiscono obblighi precisi su più soggetti.

Chi progetta e installa
Progettista / Installatore
  • Verifica che il dimensionamento rispetti EN 15512:2020 e le condizioni delle tabelle di portata
  • Controlla i fuori piombo durante e dopo il montaggio
  • Assicura che gli interspazi rispettino UNI EN 15620:2021
  • Installa obbligatoriamente 2 antisgancio per corrente
  • Fissa ogni montante con minimo 2 tasselli M10 in diagonale
  • Fornisce targa di portata e cartello di pericolo
Chi gestisce l'immobile
Committente finale
  • Fornisce i dati di portanza del pavimento o del solaio prima dell'installazione
  • Verifica e autorizza i fissaggi a muro (dove consentiti)
  • Conduce la valutazione dei rischi secondo D.Lgs. 81/08, inclusa la componente sismica
  • Garantisce le verifiche periodiche secondo UNI EN 15635:2009
  • Determina le dotazioni di sicurezza aggiuntive (protezioni montante, ferma pallet, rompitratta)
D.Lgs. 81/2008: il datore di lavoro — che coincide spesso con il committente finale — è responsabile della sicurezza dell'impianto di scaffalatura come attrezzatura di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08. Questo significa che la valutazione del rischio deve includere esplicitamente le scaffalature, le modalità di movimentazione e, in zone sismicamente attive come la quasi totalità del territorio italiano, l'analisi del comportamento della struttura durante un evento sismico.

Le verifiche periodiche: cosa dice la UNI EN 15635:2009

La norma UNI EN 15635:2009 prescrive ispezioni regolari dell'impianto da parte di personale qualificato (PRSES — Person Responsible for Storage Equipment Safety). Le verifiche riguardano: danni da impatto ai montanti, corrosione, deformazioni anomale dei correnti, integrità degli antisgancio e leggibilità delle targhe di portata. Un danno rilevato in ispezione obbliga alla messa fuori servizio della campata interessata fino alla sostituzione del componente.

Buona pratica: il manuale METALSISTEM raccomanda di eseguire le verifiche periodiche secondo UNI EN 15635:2009 e di consultare il "Manuale di installazione, d'uso e manutenzione serie pesante Porta Pallet, Drive-in e Soppalchi" (cod. MUM01) per le procedure dettagliate. L'assenza di documentazione delle verifiche periodiche è una non conformità autonoma in caso di ispezione da parte degli organi di vigilanza.

Checklist di conformità normativa

Prima di dichiarare un impianto conforme alle norme EN 15512 e UNI EN 15620, questi sono i controlli che non possono essere omessi.

  • Il dimensionamento strutturale è stato condotto secondo EN 15512:2020+A1:2022 con i coefficienti di sicurezza γM,0 = γM,1 = 1,1 e γM,2 = 1,25.
  • Il fuori piombo dei montanti è stato verificato al termine del montaggio e rientra nel limite H/350 (corridoio largo/stretto) o H/500 (VNA).
  • Gli interspazi in direzione spalla sono stati calcolati con la formula Z₁ = 2 × Z₂ (con Z₁ ≥ 100 mm per filari bifronti collegati).
  • Gli interspazi in direzione campata rispettano i valori tabellati in funzione dell'altezza dell'impianto e del tipo di corridoio.
  • La planarità del pavimento è stata verificata dal responsabile dell'immobile prima dell'installazione.
  • La scaffalatura è dotata di targa di portata e cartello di pericolo generico conformi a D.Lgs. 493/96 e D.Lgs. 81/08.
  • È stata condotta la valutazione del rischio sismico, e nei casi previsti è stata depositata la relazione di calcolo.
  • È presente documentazione delle verifiche periodiche secondo UNI EN 15635:2009.

Dati tecnici e normative citate in questo articolo sono tratti da: Manuale Tecnico METALSISTEM cod. MT04 — SUPER 4-5-6, Revisione 30, 08.05.2026. Norme: EN 15512:2020+A1:2022, UNI EN 15620:2021, UNI EN 15635:2009, D.Lgs. 81/2008, D.Lgs. 493/1996.